Come avere successo: 3 ingredienti fondamentali

Uno scrittore americano, Dale Carnegie, disse: “The successful man will profit from his mistakes and try again in a different way”, ovvero “L’uomo di successo beneficerà dei suoi errori e proverà ancora in un modo differente”.

Questa frase può risultare ovvia e scontata, ma, se ci soffermiamo a meditarla, possiamo capire il senso profondo di questa verità spesso così tanto scontata: in essa sono racchiusi tre punti cardinali che ti indicano come avere successo sfruttando i tuoi errori.

Dale Carnegie era convinto che ogni persona possa crescere sia sul profilo umano sia su quello professionale, a patto che venga motivata, istruita e allenata a utilizzare quei talenti e quelle peculiarità che la distinguono. E fece di questa convinzione la sua professione, occupandosi per l’appunto di sviluppo personale, leadership, soft skills, relazioni interpersonali, corporate training e abilità di parlare in pubblico.

I tre ingredienti che Dale Carnegie pone all’attenzione nella frase da cui siamo partiti sono i mistakes, il try again e il different way, ovvero l’errore, la riprova e il modo alternativo.

 

Mistakes, gli errori servono a metterti in contatto con la realtà

Se sbagli, in qualunque campo ciò accada, te ne accorgi, puoi ammettere l’errore oppure no, ma sicuramente prima o poi ti accorgi di aver errato, di aver lavorato benino e non bene, di aver agito male invece di averlo fatto bene.

Personalmente penso che sbagliare non sia una cosa di per sé negativa, ma più un dato di fatto, proprio perché la perfezione non è di questo mondo (anche se siamo chiamati ad esserlo). Certamente è qualcosa di seccante, perché ci porta a fare figuracce, a perdere tempo, a rifare le cose, a rimediare. E comunque è meglio non sbagliare 🙂

Tuttavia puoi vedere gli errori che hai commesso come l’opportunità per imparare, per capire davvero che in futuro, se mai ti capiterà un’occasione simile, quantomeno non dovrai agire come hai già fatto. E questo ci permette di entrare più a contatto con la realtà, quella vera, non quella che ci costruiamo.

Quindi partire dagli errori significa scalare il primo gradino della scala del successo, perché è fondando il nostro operato su basi solide, vere, autentiche che possiamo ottenere credibilità, efficienza su ciò in cui lavoriamo e fiducia nel rapporto con gli altri.

Perciò sono importanti tre aspetti da tenere in considerazione:

  • riconoscere gli errori,
  • ammettere di averli commessi,
  • rimediare in maniera coerente.

 

Try again, prova ancora e non arrenderti

Aver riconosciuto l’errore, averlo capito è un passo fondamentale, ma non sufficiente, perché fermarsi al suo riscontro non ci porta molto lontani.

Arrivati a questo punto, occorre mettere a frutto ciò che abbiamo capito e imparato, sia per far nostro questo know-how acquisito, sia per garantire a noi e agli altri quella credibilità, quella fiducia e quell’efficienza che contraddistinguono un buon lavoro e un rapporto autentico e sincero con gli altri.

Non sempre questo passo è semplice e immediato: se, da un lato, riconoscere e ammettere gli errori è difficile per una questione più di accortezza, sensibilità, perspicacia, dall’altro, riprovare non è così scontato perché in gioco ci sono altri fattori come l’orgoglio, la pienezza di sé, l’autostima, l’egoismo.

Però riprovare a risolvere un problema, o a sostenere una tesi considerando quanto sbagliato, cioè cercando di prevenire quegli errori, è davvero importante, perché ci permette di toccare con mano la realtà e avere conferma o smentita di quanto imparato: nel caso della conferma, il successo è assicurato, nel caso della smentita teniamo presente che non è finita qui.

 

Different way, cerca altre strade e scoprirai molte altre cose

Non è finita qui per due motivi. Prima di tutto: se riprovando non si progredisce, allora abbiamo capito che ci sono altri margini di miglioramento, altri fattori da tenere in considerazione per non commettere altri errori rispetto a quelli già commessi.
Inoltre, abbiamo potuto conoscere qualcosa di più della realtà di cui ci stiamo occupando.

Questi due aspetti ci permettono poi di fare notevoli passi avanti: se abbiamo compiuto tanti tentativi senza ripetere gli stessi errori, allora abbiamo acquisito una conoscenza abbastanza buona del problema, pur non avendo ottenuto un risultato ragionevolmente soddisfacente.

Pertanto ciò che c’è rimasto e che dobbiamo fare è trovare un’altra strada, un altro approccio: in altre parole dobbiamo inventare uno stratagemma diverso, cercare altri modi per arrivare al nocciolo della questione.

Questa condizione ci sprona a mettere in gioco la nostra creatività, il nostro ingegno, il nostro spirito critico: abbiamo acquisito un discreto know-how e ora abbiamo tanti elementi su cui lavorare per creare una strategia diversa.

Questo approccio, se preso seriamente e con coscienza, ci porterà a scoprire aspetti di noi e della questione di cui ci stiamo occupando, a interagire con altri e a risolvere il problema in un modo sicuramente più ricco di una soluzione lineare e semplice trovata nell’immediato senza commettere errori.

 

Ecco che, tornando alla citazione di Dale Carnegie da cui siamo partiti, gli errori non hanno sempre un’accezione così negativa come spesso viene predicato: ci aiutano a crescere, a volte ci mettono in condizioni che mai avremmo immaginato prima, ci portano a scoprire e ad imparare cose che, senza di essi, probabilmente non avremmo raggiunto.

Gli errori li commettono tutti, ma la cosa importante è non dar loro troppo spazio e rimediare quando e quanto possibile.

Infine vi riporto con una certa ironia una citazione di Churchill a proposito di successo e fallimenti: “Il successo è l’abilità di andare da un fallimento all’altro senza perdita di entusiasmo“.

Come avere successo

Foto a cura di Gareth Williams
http://goo.gl/0alx77

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