Come fare una buona presentazione: errori da evitare

Il 30 settembre 2014 Microsoft ha presentato Windows 10, organizzando una conferenza. Non ho seguito la diretta, ma sono stato curioso di vedere il video: avendo trovato molti errori da evitare, ne ho approfittato partendo da questi per fornire alcuni consigli su come fare una buona presentazione.

La registrazione dell’evento – non dura molto – è disponibile su YouTube:

Cerchiamo di capire cosa possiamo imparare (a non fare) da questa presentazione: personalmente non mi piace mettere in cattiva luce qualcuno – e cerco di non farlo mai – semplicemente provo a mettere nero su bianco gli errori fatti perché chi legge possa capire cosa non fare.

Possiamo cominciare dall’invito che i colossi hanno divulgato ai media per comunicare i rispettivi eventi: siccome non si trattava di una conferenza per sviluppatori, quindi non una WWDC o un Google I/O, eventi questi molto più grandi, ho considerato

  • l’invito di Microsoft per la presentazione di Windows 10 (uno dei prodotti di punta della società di Redmond),
  • l’invito di Apple per il nuovo iPhone
  • l’invito ad un evento (secondario) di Google per l’India.
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L’invito di Microsoft per la presentazione di Windows 10.
Fonte: http://goo.gl/iN2L7I

Il primo si presenta in modo molto formale, senza trasmettere alcuna curiosità (se non quella dovuta al fatto che Windows è un prodotto storico e molto diffuso, quindi una curiosità fisiologica): “Join us to hear about what’s next for Windows and the enterprise”, un messaggio che non porta con sé emozioni e per questo è poco coinvolgente.

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L’invito di Apple per la presentazione di iPhone 6 e  Watch.
Fonte: http://goo.gl/ZUjpji

Per quanto riguarda il secondo invece, l’invito che Apple ha mandato alla stampa pone all’attenzione il messaggio “Wish we could say more”: in questa frase c’è sentimento, “desideriamo” è una parola forte, suscita interesse, curiosità e l’invito è creativamente più accattivante.

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L’invito di Google per un evento in India.
Fonte: http://goo.gl/ySV57Y

Perfino l’invito di Google per un evento molto più “piccolo” è più coinvolgente di quello di Microsoft per la presentazione di Windows 10!

L’evento è iniziato quasi bruscamente, senza una musica introduttiva, senza spettacoli che tengono gli sguardi incollati allo schermo o al palco, senza filmati che richiamino o evochino la vision, i valori, la mission del brand. Sicuramente ha fatto più scena l’apertura che (chi per) Google ha realizzato per I/O o, più semplicemente, il video Perspective con cui Apple ha iniziato l’evento per presentare l’iPhone 6 e l’ Watch.

(Forse possiamo dire) banalmente, Terry Myerson, l’executive vice president of the Operating Systems, è entrato in sala e quasi incredibilmente si siede.

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Un frame della presentazione di Windows 10

Con questa mossa, a meno che non ci siano gesti particolari che la compensano – che come vedremo non ci sono stati -, ha rilassato molto il pubblico, forse anche troppo. Da seduti è molto più difficile riuscire a trasmettere emozioni, ammesso che lo si voglia, è molto più difficile tenere desta e interessata una platea.

Altro aspetto da considerare, riguarda la postura: oltre a sedersi Terry Myerson tiene le mani raccolte. Con quest’impostazione è veramente difficile riuscire a trasmettere pathos, entusiasmo, curiosità, interesse. È una postura chiusa e per niente coinvolgente.

Per non parlare del fatto che in maniera fin troppo evidente Terry Myerson legge il gobbo: in questo modo si è giocato tutto, perfino quelle battute che potevano strappare un sorriso e a cui ha sorriso solo lui.

Dopo qualche minuto, partono le slide, che sono abbastanza scritte – cosa che abbatte l’engagement – e il boss dei sistemi operativi rimane seduto a commentare, nella stessa posizione con la stessa impostazione.

Perfino quando arriva il momento di comunicare al mondo il nome della prossima versione del sistema operativo più utilizzato e diffuso (basta ripensare a queste parole per caricarsi di orgoglio e soddisfazione) Myerson rimane saldo nella sua posizione.

Sicuramente ha usato più grinta, ironia, disinvoltura e simpatia Craig Federighi quando ha scherzato sul nome del nuovo OS X:

Stranamente, ma neanche troppo, considerati gli aspetti appena spiegati, non sono partiti applausi per il nuovo Windows, del resto se non appare entusiasta chi espone, Terry Myerson in questo caso, chi l’ha presentato, non si può pretendere che lo sia la platea che lo sta ascoltando

Successivamente entra in scena Joe Belfiore per mostrare una demo: il suo stile è più dinamico, quasi più gioviale, sta in piedi e gesticola, ha insomma un approccio più aperto nella postura e nel suo modo di comunicare. Ma il pubblico ormai è stato abituato ad una certa impostazione costruita dal suo predecessore.

In questi minuti in cui vengono illustrate alcune funzionalità sarebbe stato utile essere guidati da alcune semplici slide che fungessero da briciole di pane perché in tal modo l’utente sarebbe stato maggiormente coinvolto. Inoltre Microsoft avrebbe potuto adoperarsi maggiormente per costruire una regia più bella dell’evento per rendere la presentazione più accattivante e piacevole, anche da rivedere offline. Oltretutto inframmezzare le varie demo con delle slide avrebbe aiutato Joe Belfiore ad essere più incisivo e a porre più enfasi sulle funzionalità: per questo c’è stato solo un timido applauso alla fine della sua demo.

Chiude l’evento Terry Myerson che torna sul palco e rimane in piedi (meno male), ma continua a leggere senza troppi scrupoli e questo uccide ogni possibilità di enfasi ed entusiasmo in ciò che dice, come ad esempio quando parla del fatto che Windows 10 sarà il più aperto e collaborativo os mai progettato: non sembra che ci creda tanto. E pure quando illustra la roadmap l’entusiasmo è molto spento.

E se vi aspettate un video alla fine della presentazione, una sigla, uno spot non illudetevi…

Voi che ne pensate? Sono stato troppo severo? Avete notato qualcos’altro?

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