USA, pubblicità choc per chi usa lo smartphone alla guida

Direttamente dagli U.S.A., una pubblicità choc mostra ciò che può succedere a chi usa lo smartphone mentre è alla guida. Esci dall’ufficio, sei in ritardo, cerchi di ottimizzare i tempi, c’è del traffico, per questo decidi di inviare un sms mentre sei in macchina… E mentre stai andando ad un tratto ti accorgi che la macchina che hai davanti è ferma e quindi… La tamponi.

Questo è quanto mi è capitato, e mi è andata anche bene! In generale, basta distrarsi anche solo un paio di secondi mentre si guida che puoi andare incontro ad un serio pericolo (sia per te, sia per gli altri). L’effetto che può sortire la mia introduzione è molto soft in confronto al video che vi propongo.

Negli Stati Uniti, il dipartimento dei trasporti nazionali americani ha lavorato ad una campagna pubblicitaria con una forte impronta educativa, atta a sensibilizzare in particolare i giovani patentati hi-tech: il video mostra senza mezzi toni ciò che realmente può succedere se scrivi un SMS mentre stai guidando.

Inviare un SMS mentre si è alla guida è una tentazione molto forte: il traffico non è nulla di entusiasmante, anzi, è noioso, ti rallenta e ti fa perdere tempo. Se poi sei anche in ritardo o hai tempi serrati, fai di tutto per cercare di recuperare, come ad esempio avvertire che arrivi dopo, o rispondere ad un messaggio che hai appena ricevuto (giusto per metterti avanti). Questo atteggiamento fa registrare più di quattrocentomila vittime solo negli Stati Uniti. La distrazione quindi – e non solo alla guida – ha conseguenze molto gravi.

pubblicità choc usa smartphone guida

Pubblicità choc negli USA per chi usa lo smartphone mentre guida – Frame dello spot

Ecco perché questo spot televisivo vuole essere di grande impatto. La protagonista, una giovane donna al volante, sta inviando un sms ai suoi amici, per la sua distrazione le sfugge uno stop e così si scontra con un camion. Per l’impatto l’automobile esce di strada e precipita sfondando il guard rail: in chiusura del video c’è un poliziotto che dice “Se fossi riuscito a farle una multa, forse sarebbe ancora viva”.

Questa campagna pubblicitaria è uscita contemporaneamente all’entrata in vigore di nuove norme più severe per chi “messaggia” alla guida. “Combinando buone leggi con un’applicazione efficace e una forte campagna educativa, si possono cambiare i comportamenti rischiosi alla guida” ha detto David Friedman, amministratore della National Highway Traffic Safety Administration.

Questa campagna pone sullo stesso piano i guidatori distratti e quelli ubriachi ed è importante come la campagna realizzata anni fa per l’uso delle cinture di sicurezza. Tutti gli automobilisti americani sono avvisati: se sarete beccati a scrivere SMS alla guida, il prossimo messaggio che riceverete non sarà dal vostro cellulare ma dalle forze dell’ordine” ha dichiarato il Segretario dei Trasporti degli Stati Uniti d’America Anthony Foxx (una frase tanto diretta e severa quanto memorabile e di marketing).

Vogliamo che i guidatori sappiano che se messaggiano mentre guidano prima o poi la pagheranno, perché ogni secondo passato senza guardare la strada è pericoloso. Le persone pensano di poter usare i loro personal device e guidare allo stesso tempo. La verità non è questa, non possono“.

Il video di questa campagna pubblicitaria nazionale, costata circa 8,5 milioni di dollari, è circolata negli USA a partire dal 10 aprile. Già che ci siamo… In Italia? Ovviamente non siamo messi molto meglio: mediamente il 12% degli automobilisti tende a distrarsi con lo smartphone mentre guida.

E’ interessante, quanto lodevole, notare che le istituzioni hanno deciso di correggere i comportamenti dei cittadini non soltanto introducendo nuove norme, ma hanno agito più a lungo raggio, con una mossa, quella del video della campagna pubblicitaria apparsa sia sugli schermi televisivi sia in rete, che cerca di sensibilizzare tutti proponendo immagini della realtà che coinvolgono: chiunque rimane quantomeno colpito, se non impressionato, dall’incidente a cui va incontro una persona giovane, con un futuro dinnanzi irrimediabilmente compromesso.

Non solo. Il video termina anche col pay-off “U DRIVE. U TEXT. U PAY.” – “Tu guidi. Tu messaggi. Tu paghi.”, un messaggio semplice, orecchiabile, facile da ricordare, diretto, sembra quasi uno slang. Inoltre la campagna è stata articolata anche su un sito fresco e giovane che può incuriosire un target under 30 e su Twitter, grazie all’hashtag #justdrive, tutti elementi richiamati alla fine del video.

Complimenti quindi al dipartimento dei trasporti nazionali americani per aver escogitato una modalità tradizionalmente diversa di rendere più efficaci le leggi sulla condotta alla guida.

Molto probabilmente si riuscirà ad arginare ancor più il fenomeno attraverso l’uso di sistemi come CarPlay di Apple o, forse ancor meglio, attraverso l’adozione delle future automobili made by Google, magari usate da tutti.

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